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Diffamazione a mezzo stampa e responsabilità del direttore

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  "Il reato di cui all'articolo 57 del codice penale configura un'ipotesi di reato proprio, caratterizzata dall'omissione dell'attività di controllo del direttore responsabile, al fine di evitare che, attraverso il giornale da lui diretto, venga dolosamente lesa la reputazione di terze persone. Tale reato non può configurarsi ove venga accertato che nessun reato di diffamazione è stato commesso.” Cass., Sez. V, 14 novembre 2019 - 1 aprile 2020, n. 10967

Il diritto di satira

della Dott.ssa Alessandra Arfè (Avvocato abilitato al Patrocinio) Il Diritto di Satira. ***** Con sentenza del 31 gennaio 2013 la Suprema Corte di Cassazione annullava la decisione di secondo grado emessa dalla Corte di Appello di Roma, che in riforma della pronuncia di I grado assolveva gli imputati dal reato di diffamazione ex art. 595 c.p. Invero, la condotta diffamatoria posta in essere dagli autori del reato – disegnatore di una vignetta e direttore della testata giornalistica- era consistita nell’aver pubblicato, su di un quotidiano a diffusione nazionale, una illustrazione satirica, irrisoria e denigratoria della reputazione della persona offesa. Il Tribunale di Roma aveva, prima facie, non solo condannato gli imputati alle pene previste dalle legge, ma disponeva altresì in favore della persona offesa costituitasi parte civile, un cospicuo risarcimento del danno. In effetti, più che la caricatura fumettistica, l’offesa all’onorabilità si ravvisava nella didasc...

I limiti del diritto di satira

Cassazione sezione V 18.10.2012 – 31.01.2013 n. 5065 In data 26.10.2001, il quotidiano La Repubblica pubblicava una vignetta satirica corredata dalla seguente didascalia: “ il cav. S. Banana vuole indietro la sua onorabilità e la mazzetta che Mediaset ha imprestato alla Finanza” . La vignetta, si riferiva alla condanna della Fininvest (e non Mediaset) da parte della Cassazione in un procedimento per tangenti, nel quale Silvio Berlusconi aveva ottenuto l’assoluzione. Erroneamente, quindi, nella vignetta si indicava la società Mediaset anziché Fininvest e, pertanto, essa era stata reputata offensiva dalla società. Il Tribunale di Roma condannava gli autori per diffamazione nonché al risarcimento del danno in favore di Mediaset.

Diffamazione e comunicazione con più persone

Cassazione sez. V 17.05 – 24.07 2012 n. 30329 Tizio affida all’Avv. Caio la sua difesa in un procedimento penale. Non contento dell’operato del legale, Tizio invia al Presidente dell’Ordine una missiva dai toni denigratori nei confronti di Caio, chiedendo di accertarne l’operato mediante procedimento disciplinare: si configura la diffamazione nei confronti del difensore? Nella pronuncia in commento, la Suprema Corte ha sancito che nell’ambito della diffamazione è ravvisabile la comunicazione con più persone, elemento costitutivo del reato de quo , anche laddove lo scritto offensivo sia diretto ad una sola persona ma con modalità tali per le quali le espressioni offensive vengano sicuramente a conoscenza di altri ed il soggetto attivo ne sia ben consapevole. Nel caso di specie è stata ravvisata la sussistenza della consapevole diffusione in un esposto a carico di un avvocato formalmente diretto al Presidente del Consiglio dell’Ordine con la consapevolezza che questi ne...

Responsabilità del direttore del giornale ex art. 57 c.p.

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Cassazione sezione V  22.02.2012 n. 15004 La massima: “ il direttore di un organo di stampa è titolare di una posizione di garanzia, ex art. 57 c.p., volta ad evitare la lesione dell’altrui reputazione. La brevità del pezzo non lo esonera da responsabilità e l’assenza di firma dell’articolo rende ancora più stringente il controllo divenendo ancor più immediato il coinvolgimento del direttore verso i destinatari di articoli diffamatori” La vicenda è relativamente semplice: Tizio si reca al lavoro in auto, improvvisamente ne perde il controllo e cagiona un sinistro.