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Estorsione e reddito di cittadinanza

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  Cassazione Sez. II, ud. 17 marzo 2022 (dep. 2 maggio 2022), n. 17012 Ritenuto in fatto 1. La Corte di appello Di Napoli confermava la responsabilità del R. per il reato di estorsione. Si contestava al ricorrente di avere minacciato di morte la moglie impugnando un martello e di averle scagliato contro una lampada intimandole di consegnargli il denaro del reddito di cittadinanza (a lui intestato ed unica fonte di sostentamento del nucleo familiare) per acquistare sostanza stupefacente. 2. Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore, che deduceva: 2.1. violazione di legge e vizio di motivazione: si contestava l'assenza degli elementi costitutivi dell'estorsione e, in particolare, della minaccia rivolta contro la persona dato che dalle prove raccolte sarebbe emerso che l'aggressione sarebbe stata rivolta unicamente nei confronti delle cose e si sarebbe risolta in una sorta di "sfogo" dovuto alla situazione di astinenza nella quale vers...

La tentata estorsione può concorrere con la rapina

  Cassazione, Sez. II, 01/10/2020 - dep. 05/02/2021), n.4634 La massima II delitto di tentata estorsione può concorrere con quello di rapina qualora le relative condotte, pur sviluppandosi entro un unico contesto spazio-temporale, abbiano ad oggetto beni distinti e siano sorrette da parimenti distinte intenzionalità e risoluzione volitiva. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto il concorso di reati in relazione alla condotta di un giovane che, uscito con una ragazza, non appena ella era salita in macchina, le aveva rivolto pressanti richieste di denaro, al di lei rifiuto aggredendola e procurandole lesioni personali, e, dopo il ripetersi delle aggressioni e dei tentativi della ragazza di uscire dalla macchina, poco prima di riaccompagnarla a casa, con successiva ed autonoma determinazione, le aveva sottratto la borsa). RITENUTO IN FATTO Con sentenza del 6 maggio 2019 la Corte d'appello di Roma, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Cassino il 13 settembre 2018...

Parcheggiatore abusivo e tentata estorsione

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Cassazione, Sez. II, 12 febbraio – 27 maggio 2020, n. 16030 Il fatto storico Tizio, parcheggiatore abusivo, intima a Caia, che ha appena parcheggiato la sua auto, di corrispondergli una somma di denaro. La donna oppone un netto rifiuto e Tizio la minaccia insistendo per ottenere il pagamento intimandole, in caso contrario, di spostare l’autovettura. Tratto a giudizio, Tizio è condannato in I grado per tentata estorsione, sentenza poi riformata in appello nel delitto di tentata violenza privata. Avverso la decisione di II grado propone ricorso per Cassazione il procuratore generale ritenendo doversi qualificare il fatto come tentativo di estorsione. La decisione La Suprema Corte accoglie il ricorso richiamando un precedente orientamento secondo cui commette il reato di estorsione, e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni colui che, con violenza o minaccia, pretenda il pagamento di un compenso per l'attività di parcheggiatore abusivo (Cass.,...

Estorsione consumata

Cassazione Sezione II 30.11. – 20.12. 2012 n. 49380 Secondo la pronuncia in commento, ricorre l’estorsione nella sua forma consumata e non il tentativo nell’ipotesi in cui il bene venga materialmente consegnato dal soggetto passivo all’estortore che ne acquisisce il possesso, anche nel caso in cui sia stato predisposto antecedentemente l’intervento della polizia giudiziaria per procedere all’arresto del reo ed alla restituzione del bene all’avente diritto. La circostanza che la vittima dell’estorsione si adoperi affinché la polizia proceda all’arresto dell’estorsore infatti non elimina lo stato di costrizione ma, anzi, secondo la Corte è una delle molteplici modalità di reazione soggettiva della persona offesa, rispetto allo stato di costrizione in cui versa. Art.  629 c.p. Estorsione             Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad alt...

Estorsione e parcheggiatore abusivo

Cassazione sez. II 3.05 – 07.06.2012 n. 21942 Il reato di estorsione ex art. 629 c.p. è integrato nell’ipotesi in cui il parcheggiatore abusivo costringa l’automobilista a consegnargli una somma di denaro anche modesta per custodire il veicolo, minacciandone, anche se non palesemente, in caso contrario il danneggiamento.   La minaccia ingiusta volta a soddisfare una pretesa illegittima, realizza la condotta delittuosa.