Parcheggiatore abusivo e tentata estorsione
Cassazione, Sez. II, 12 febbraio – 27 maggio 2020, n. 16030 Il fatto storico Tizio, parcheggiatore abusivo, intima a Caia, che ha appena parcheggiato la sua auto, di corrispondergli una somma di denaro. La donna oppone un netto rifiuto e Tizio la minaccia insistendo per ottenere il pagamento intimandole, in caso contrario, di spostare l’autovettura. Tratto a giudizio, Tizio è condannato in I grado per tentata estorsione, sentenza poi riformata in appello nel delitto di tentata violenza privata. Avverso la decisione di II grado propone ricorso per Cassazione il procuratore generale ritenendo doversi qualificare il fatto come tentativo di estorsione. La decisione La Suprema Corte accoglie il ricorso richiamando un precedente orientamento secondo cui commette il reato di estorsione, e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni colui che, con violenza o minaccia, pretenda il pagamento di un compenso per l'attività di parcheggiatore abusivo (Cass.,...