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La tentata estorsione può concorrere con la rapina

  Cassazione, Sez. II, 01/10/2020 - dep. 05/02/2021), n.4634 La massima II delitto di tentata estorsione può concorrere con quello di rapina qualora le relative condotte, pur sviluppandosi entro un unico contesto spazio-temporale, abbiano ad oggetto beni distinti e siano sorrette da parimenti distinte intenzionalità e risoluzione volitiva. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto il concorso di reati in relazione alla condotta di un giovane che, uscito con una ragazza, non appena ella era salita in macchina, le aveva rivolto pressanti richieste di denaro, al di lei rifiuto aggredendola e procurandole lesioni personali, e, dopo il ripetersi delle aggressioni e dei tentativi della ragazza di uscire dalla macchina, poco prima di riaccompagnarla a casa, con successiva ed autonoma determinazione, le aveva sottratto la borsa). RITENUTO IN FATTO Con sentenza del 6 maggio 2019 la Corte d'appello di Roma, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Cassino il 13 settembre 2018...

Reato di rapina

Cassazione sez. II, 10-19 03. 2015 n. 11467 Nel reato di rapina l'ingiustizia del profitto sussiste quando l'agente, impossessandosi della cosa altrui (nella fattispecie un cellulare), persegua esclusivamente una utilità morale, consistente nel prendere cognizione dei messaggi che la persona offesa abbia ricevuto da altro soggetto, trattandosi di finalità antigiuridica in quanto, violando il diritto alla riservatezza, incide sul bene primario dell'autodeterminazione della persona offesa nella sfera delle relazioni umane. Art. 628  c.p.  Rapina Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona [ 581 c. 2 ] o minaccia [ 612 ], s'impossessa della cosa mobile altrui [ 624 c. 2; 812 c. 3 c.c. ], sottraendola a chi la detiene, è punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da 516 euro a 2.065 euro [ 380 c. 2 lett. f) c.p.p. ] (1). Alla stessa pena soggiace chi adopera violenza o minaccia immediatamen...

Rapina impropria e tentativo

Cassazione S. U. 19.04 – 12.09 2012 n. 34952 La massima : “ è configurabile il tentativo di rapina e non il concorso tra il tentativo di furto con un reato di violenza o minaccia, nel caso in cui l’agente, dopo aver compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco alla sottrazione della cosa altrui, non portati a compimento per fatti indipendenti dalla sua volontà, adoperi violenza o minaccia per procurare a sé o altri l’impunità” . In giurisprudenza, in merito alla compatibilità tra tentativo e rapina impropria prima della pronuncia in commento, non vi era unità di vedute. Secondo un primo orientamento maggioritario ( ex plurimis Cassazione sez. II 13.01.2011 n. 6479) il tentativo è configurabile nell’ipotesi in cui l’agente, dopo aver compiuto atti idonei all’impossessamento della res altrui, non portati a compimento per cause indipendenti dalla propria volontà, adoperi violenza o minaccia per procurarsi l’impunità. L’ orientamento minoritario ( ex plurimis Cas...

Furto con strappo e rapina: differenze

Il Tribunale di Bari, sez. II penale, con sentenza del 17.07.2012 n. 11032 ha ritenuto che la differenza tra i due reati, disciplinati rispettivamente dagli artt. 624 bis comma II e 628 c.p. risieda nella direzione della violenza. Ricorre la rapina qualora la violenza sia rivolta alla persona, in tal senso l’art. 628 è chiaro utilizzando l’espressione “ mediante violenza alla persona” . Laddove invece la violenza sia diretta verso la cosa, strappandola di mano o di dosso alla persona ( comma II art. 624 bis) , e solo in via diretta attinga la persona, in ragione della relazione fisica che intercorre tra bene sottratto e possessore, si configura il furto con strappo.